Chi sono e chi vorrei essere.

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La fotografia, soprattutto da quando mi sono rimesso a “studiare”, mi ha permesso di guardare alle cose che faccio in un modo diverso, meno soggettivo, meno coinvolto.

Tempo fa lessi un articolo su come scegliere l’attrezzatura migliore, qual è la migliore macchina fotografica? Il migliore obbiettivo? ecc.  tralasciando elucubrazioni tecniche e tecnologiche, la risposta più semplice è: ”Quella che ti garantisce il risultato migliore!”

Ed è proprio partendo ai risultati, dal guardare le proprie foto che ci si rende conto di quanto siamo diversi da quello che vorremmo essere, cosa facciamo invece di cosa vorremmo fare.

Quante volte abbiamo acquistato, o solo desiderato, un obiettivo specialistico come un macro, uno zoom, un super tele (non il pallone !) per poi guardarlo impolverarsi dentro un armadio, o peggio, subendone il peso nello zaino per poi rendersi conto di usarlo troppo poco ?

Se solo avessimo guardato meglio le nostre foto, ci saremmo accorti che non c’era nemmeno una libellula, una farfalla, un gabbiano in volo e avremmo sicuramente valutato diversamente l’oggetto, lo strumento.

Oggi comincio a sentire quel peso inutile, guardo le mie foto e cerco di capire chi sono, cosa faccio,  rallento la ricerca di un modello e passo allo sviluppo di qualcosa, qualcosa che sia mio, cerco qualcosa che sia “io”.

Non è facile, ma quando c’è da costruire niente è facile, con le cose, le persone, figuriamoci con se stessi. Qualche cosa di buono lo trovo: sincerità, semplicità e le mie foto migliori lo sono, ma anche i miei difetti sono nelle foto, li riconosco tutti.

 

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